Milos, l’isola dove un pirata è diventato re

E’ l’isola delle cave e dei giacimenti minerari. Andare in giro lì è un po’ come percorrere le rotaie di una miniera a bordo di un carrettino; è imprevedibile e caratteristica.

In 9 giorni abbiamo percorso circa 600 km a bordo della “nostra” Hyundai Getz (rigorosamente tutta “scassata”), tra strade sterrate, curve improvvise, salite impossibili, viuzze strettissime, altre a strapiombo sul mare e sentieri che finiscono da un momento all’altro, ma alla fine ogni percorso conduce a qualcosa di straordinario: baie solitarie dall’acqua limpidissima, spiagge di sabbia chiara e altre sassose, paesini tipici con le classiche syrmata, scorci panoramici e… vecchie miniere abbandonate!

La storia racconta che Milos fu la prigione di molti minatori, rimasti vittime di intossicazioni, crolli o incendi. Non è mai stata una terra ospitale. Ancor prima era dimora dei pirati, che durante i loro lunghi tragitti in mare facevano scalo qui per incontrare molte ragazze affascinanti. Da qui si narra la leggenda della Venere di Milos, che i locali chiamano più precisamente Afrodite.

Milos è forse l’unico luogo nella storia in cui un pirata diventò Re.

Conoscere le orme del passato gli attribuisce quell’alone di mistero e fatiscenza che fa dell’isola una meta ancor più accattivante.

Qui si percepisce la Grecia autentica. Le strutture turistiche non sono molte: gli alloggi sono per lo più studios gestiti da persone del posto.

Qua e là troverete una moltitudine di “tabepne” che stuzzicano il palato con piatti enormi della cucina greca.

Milos è l’isola delle syrmata; antichi garage costruiti sul mare, dove i pescatori ripongono le loro piccole imbarcazioni. Oggi qualcuno ha trasformato l’antico posteggio in una caratteristica dimora vacanziera, dove fare grigliate, aperitivi o rilassarsi nei giorni di festa.

Milos ha davvero soddisfatto ogni nostra aspettativa!

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