Burano: l’isola dei colori

Il colore come la musica si serve di una scorciatoia, per raggiungere i nostri sensi e suscitare le nostre emozioni. (A. Cimbal)

Burano è un’isola magica! E’ l’isola dei colori, degli artisti e dell’inconsueto, pur mantenendo un carattere raffinato e signorile. A modo suo è un po’ chic: il carattere estroso, ma mai eccessivo sa incantare l’occhio di chi la guarda.

Mi piace non solo per l’esplosione di colori, ma per l’atmosfera che si crea passeggiando tra una via e l’altra, facendosi trasportare dalla curiosità.

Avevamo una sola giornata a disposizione, ma è bastata per vedere tutto ciò che volevamo. Senza forzare i tempi siamo riusciti ad associare Burano (nostra meta principale), a Murano e a Venezia.

E’ stata una giornata stupenda all’insegna della scoperta, dello stupore, della curiosità, della compagnia e… della fotografia, perché anche la mia amica è appassionata come me.

Burano con le sue casette variopinte è il luogo ideale per i fotografi: le abitazioni che si riflettono sull’acqua, i ponticelli in legno che collegano una parte all’altra della strada e quell’incastro di viuzze che si intrecciano tra loro formando un labirinto a cielo aperto.

Burano è piccola e la si gira solo a piedi. Abbiamo dedicato circa 4 ore (compreso il tempo per il pranzo).

Ho letto alcune leggende riguardo l’isola di Burano e il perché delle case colorate, ma quella che preferisco (e a cui mi piace credere) è quella secondo cui fecero le abitazioni di colori differenti per consentire ai pescatori di riconoscere la loro casa quando ritornavano dal mare, nelle serate di nebbia.

Burano colpisce non solo per la sua originalità, ma anche per i suoi particolari: il nome della famiglia accanto alla porta d’ingresso, la biancheria stesa che colora ulteriormente l’ambiente, i mille negozi di souvenirs con i merletti (tipiche decorazioni di artigianato locale), le pasticcerie che vendono i classici “Buranelli” (biscotti secchi a base di uova, zucchero e farina), il campanile storto che si intravvede un po’ ovunque e… il nome delle vie (chiamate “calle” forse per un’influenza spagnola del passato o chissà).

Girate più che potete, abbandonate le vie principali ed esplorate, perché ogni angolo è una sorpresa, ogni scorcio una fotografia e ogni “calle” conduce a qualcosa…

Se la meta è Burano sappiate che in una giornata è possibile abbinare anche un giretto per Murano e una “toccata e fuga” a Venezia: abbiamo visitato la famosa libreria “Acqua Alta”, Piazza San Marco e il Ponte di Rialto, oltre che passeggiare per le viuzze di Venezia colme di negozi.

COME ARRIVARE A BURANO?

E’ più semplice di quanto si possa pensare (o provare ad organizzare). Basta recarsi a Venezia e il gioco è fatto.

Si arriva a Burano con il vaporetto della ACTV, la compagnia che gestisce i trasporti pubblici nella laguna veneta.

Prima di partire abbiamo letto molti siti a riguardo, ma i dubbi aumentavano sempre: acquistiamo il biglietto direttamente da casa? Ci sarà fila? Gli orari? Da dove prendiamo il vaporetto? E la macchina dove la parcheggiamo? Le tariffe? Acquistiamo un giornaliero oppure un biglietto singolo?

Tante info le abbiamo trovate sul sito ufficiale https://www.isoladiburano.it/

Non abbiamo prenotato nulla preventivamente.

Una volta arrivati in città abbiamo lasciato l’auto al parcheggio di Piazzale Roma: un posteggio coperto e “poco economico” (la tariffa giornaliera è di 30 euro, ma siamo a Venezia). Si trova proprio di fronte al capolinea degli autobus e all’uscita c’è un punto informazioni ACTV, dove abbiamo acquistato i biglietti e chiesto tutte le informazioni del caso. I vaporetti partono anche da Piazzale Roma; basta attraversare la strada e recarci sul molo.

Il costo del biglietto giornaliero
(quello che abbiamo acquistato noi) è di 20 euro a persona. Il prezzo di un biglietto per sola andata è di 7,50 euro a testa.

Da Piazzale Roma (dove eravamo noi) non esiste un vaporetto che possa raggiungere Burano direttamente, quindi occorre fare uno scalo in un’isola limitrofa (nel nostro caso Murano), cambiare imbarcazione e di conseguenza acquistare un nuovo biglietto. Per questo motivo la signora del punto informazioni ci ha consigliato di fare il biglietto giornaliero, ed è stata la scelta più azzeccata perché ci ha permesso di muoverci tutto il giorno in totale autonomia.

I vaporetti passano ad orari ravvicinati
(abbiamo aspettato massimo 20 minuti al molo) e il servizio è ben gestito. E’ come un servizio di autobus in città, con orari e fermate stabilite.

E’ possibile scaricare il programma degli orari e delle fermate direttamente dal sito https://www.isoladiburano.it/it/come-arrivare-a-burano.html

Verificate comunque una volta sul posto, a volte possono subire variazioni in base al periodo e alla stagione.

Partendo dal molo di Piazzale Roma (Venezia), in 20 minuti circa abbiamo raggiunto l’isola di Murano (linea n.3). Lo “scalo tecnico” ci ha permesso di aggiungere Murano al nostro programma di viaggio. Abbiamo dedicato circa 1 ora alla visita di quest’isola. Da qui (zona faro) abbiamo preso la linea n 12 che ci ha condotti direttamente a Burano (in 25 minuti di navigazione).

Al ritorno invece partendo dall’isola di Burano, abbiamo preso il vaporetto per Fondamente Nove (abbiamo poi raggiunto il parcheggio in Piazzale Roma a piedi, attraversando buona parte di Venezia). Il tempo di percorrenza da Burano a Fondamente Nove è stato di circa un’ora, considerando le soste (senza scendere) nelle isole limitrofe.

Spostarsi tra le isole della laguna veneta è molto semplice, è quasi più complicato riuscire a spiegarlo…

DOVE MANGIARE A BURANO?

C’è solo che l’imbarazzo della scelta! Tutti posti super turistici, ovvio!

Posso consigliare il “Bar Sport
Ristorante Pizzeria”, sulla Calle del Pizzo. Un posto carino, in una piazzetta con la distesa di tavoli all’aperto e una buona scelta di piatti tipici.

Non perdetevi gli spaghetti al nero di seppia, una delizia.

I prezzi sull’isola sono nella norma, solitamente i ristoranti hanno il menù esposto fuori, quindi nessuna sorpresa quando è ora di pagare il conto.

Per due pizze, un piatto di spaghetti al nero di seppia, una zuppa di pesce, acqua e patatine fritte, abbiamo speso circa 15 euro a testa.

Di fianco al Bar Sport c’è una pasticceria dove abbiamo acquistato i tipici Buranelli, davvero squisiti.

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