Andare in Sicilia in un week end è fattibilissimo e abbiamo visto più cose di quel che pensavamo.
Siamo partiti sabato mattina dall’aeroporto di Milano Malpensa e in poco più di un’ora e mezza eravamo a Catania; il tempo necessario per ritirare la macchina a noleggio (prenotata da casa) e alle 10,30 eravamo già operativi in terra sicula.
Catania grazie alla sua posizione geografica è un ottimo punto di partenza per visitare anche le aree limitrofe, come Taormina, Siracusa, Marzamemi ecc. .
E’ una buona base dove alloggiare, perché grazie alla presenza dell’aeroporto permette di ottimizzare i tempi. Offre una vasta scelta di sistemazioni, con un’ampia gamma di budget.
Consigliamo il B&B Etna Suite: posizione centralissima, ottimo servizio, cordialità, camere pulite e ben arredate e… super colazione!

Passeggiando per le vie della città è ben visibile un’antica influenza araba, dove nella Piazza del Duomo (la piazza principale) sorge la fontana dell’elefante. Questo animale che vive nei paesi caldi pare essere il simbolo di Catania, dove in passato (fonte qualche leggenda) veniva evocato come protezione contro le eruzioni dell’Etna.

Vicino a Piazza del Duomo visitate all’antica “piscaria”, il mercato del pesce aperto ogni mattina (eccetto la domenica). Si trova in uno spiazzo, giù dalle scale della Fontana dei Sette Canali. Il mercato prosegue poi con numerosi banchi che vendono prodotti locali, fino a diramarsi tra i vicoli di via Gisira (la famosa strada caratterizzata dalla presenza di ombrelli colorati che fungono armoniosamente da soffitto a cielo aperto).

A Catania abbiamo camminato per le vie del centro, lasciandoci sorprendere dalla bellezza dei luoghi, dall’architettura degli edifici, dalle vetrine dei negozi sfarzosi, dalle numerosissime pasticcerie e dalla sua eccellente tradizione culinaria. Adoro girare per una città sconosciuta senza una meta, osservare ogni angolo, sentirne i profumi, guardare le persone che incontro e cercare la giusta inquadratura per immortalare momenti unici.
ACI TREZZA, ACI CASTELLO E ACI REALE
Sono tre paesini minuscoli, a circa mezz’ora di macchina da Catania. Li abbiamo visitati tutti e tre in un pomeriggio, fermandoci ad Aci Reale per il pranzo.
Non ci hanno entusiasmato particolarmente. Sono piccoli centri abitati dislocati direttamente sul litorale; forse la loro bellezza risiede proprio nella loro vicinanza al mare, che rende sempre ogni cosa più incantevole.

Quello che ci è piaciuto di più è Aci Trezza (e non solo perché qui ho assaggiato la mia prima granita siciliana). In questo minuscolo paesino, di fronte al porticciolo, sorgono alcuni faraglioni (chiamati “isole dei ciclopi”) dove un’antica leggenda narra siano le pietre scagliate da Polifemo contro Ulisse. A volte basta un semplice racconto per valorizzare un luogo, una storia misteriosa inventata a suo conto che ha la capacità di travisare la realtà, rendendola molto più interessante e ricca di senso.
Mentre passeggiavamo tra i porticcioli di questi mini-paesi, l’attenzione è ricaduta sulle piccole imbarcazioni locali. Vederle attraccate al porto (o sistemate sulla rampa di salita tutte vicine) è come osservare un quadro coloratissimo: uno spettacolo.
“Mi sono innamorata delle loro barchette tipiche tutte colorate!”.

MARZAMEMI
Un antico paese di pescatori (una frazione del Comune di Pachino) a sud, più o meno dove il Mar Ionio incontra il Mar Mediterraneo (Porto Palo di Capo Passero).
Marzamemi in passato non era altro che un’antica tonnara, una delle più importanti di tutta la Sicilia.
Da un po’ di anni questo paese è diventato un’imperdibile tappa turistica, grazie alla presenza di ristoranti tipici arredati con estrema cura.

Marzamemi è piccolissima e al di là della piazza principale (Piazza Regina Margherita) non c’è molto altro da vedere. Quello che attrae sono gli angoli estremamente caratteristici: i colori dei locali, gli edifici in mattone, le tonalità pastello e quell’atmosfera marittima che dona sempre quel tocco in più.
E’ difficile descrivere Marzamemi, va vissuta in ogni suo dettaglio perché qui sono proprio i particolari che fanno la differenza.

Concedetevi un po’ di tempo per passeggiare sulla spiaggia (sul retro della piazza); ad ottobre c’era pochissima gente e osservare il mare facendoci scaldare dai raggi del sole è stato per noi un momento di pace e di relax.
ORTIGIA
E’ un’isola ed è il cuore pulsante di Siracusa: il luogo più antico della città, diventato popolare e turistico.
La si raggiunge a piedi, attraversando l’elegante ponte che la collega alla terra ferma.
E’ possibile raggiungerla anche in macchina, ma ci sono le ZTL dunque per evitare spiacevoli sorprese consigliamo di parcheggiare in una delle tante vie prima del ponte e proseguire a piedi.

L’isola è piccolissima e la si visita tranquillamente in 2 o 3 ore.
All’interno custodisce un piccolo borgo, dove i vicoli colmi di negozi e bar conducono al Duomo, fino a raggiungere una romantica terrazza a picco sul mare.
Se si percorre la passeggiata sul perimetro della scogliera si arriva al castello Maniace.

TAORMINA
In questa nostra piccola toccata e fuga in Sicilia, i luoghi che ci sono piaciuti di più sono Marzamemi e Taormina.
Passeggiare tra le vie di Taormina si è rivelato ben oltre le nostre aspettative. Abbiamo percorso la via principale fino al Teatro Antico, che merita sicuramente una visita. Non siamo grandi amanti dei siti archeologici, ma questa volta abbiamo deciso di visitarlo e ne è valsa la pena.

Ciò che ci è piaciuto di Taormina sono i vicoli strettissimi che si diramano a destra e a sinistra dalla via principale, valorizzati e adornati da negozi e localini. Le piccole botteghe di souvenir sono il vero punto forte: con le vetrine coloratissime, i vasi tipici e i prodotti locali danno carattere alla città.

Proprio qui ho scoperto che la pigna per loro è un simbolo porta fortuna.
UNA MATTINA SULL’ETNA
Non ero mai stata su un vulcano prima d’ora, ed ecco un altro sogno che si avvera!

Visto il poco tempo a disposizione non sapevamo se saremmo riusciti ad avvicinarci all’Etna; non sapevamo neppure se fosse possibile salire in autonomia, oppure se fosse obbligatorio prendere parte ad un tour guidato. Quella mattina ci siamo svegliati con la voglia di andare sul vulcano e senza informarci troppo ci siamo messi alla guida.
Da Catania, man mano ci si avvicina alla “montagna” il paesaggio cambia drasticamente e anche le temperature.
Abbiamo scoperto i numerosi castagneti ai piedi del vulcano e di lì a poco ci siamo ritrovati a guidare in mezzo alla roccia nerissima. Un paesaggio pazzesco, cupo, scuro, caratterizzato oltretutto da nebbia e cielo coperto.
Dopo circa un’ora di macchina si arriva al Rifugio Sapienza (c’è il parcheggio). Qui troverete molte agenzie turistiche che vi proporranno trekking guidati, gite in quad e tanto altro. Noi abbiamo preferito salire con la funivia.
Il costo è di 30 euro a testa (andata e ritorno compresi): si parte dal Rifugio Sapienza e si arriva a quota 2500 metri. Da lì pagando un supplemento si può salire ancora di più, vicino al cratere. La nostra corsa è terminata a 2500 metri.
Ci saranno stati 3 – 4 gradi e c’era un freddo tremendo.

Purtroppo la vista al panorama era limitata a causa della fitta nebbia che copriva tutto sotto i nostri piedi. Eravamo su un paesaggio lunare, travolti dal nero della lava e dal grigio delle nuvole che si muovevano veloci a bassa quota.
QUALCHE CONSIGLIO SUI RISTORANTI
Un viaggio in Sicilia è prima di tutto un tour gastronomico!
Mi sarei fermata ad assaggiare qualcosa ad ogni ora del giorno: arancini, cannoli, cassata, dolcetti alla pasta di mandorle, granita e “brioscia”, panelle, sarde alla beccafico e la lista potrebbe continuare ancora molto.
A Catania consigliamo una cena al ristorante “Il Borgo di Federico” per la qualità dei piatti, la varietà del menù, i prezzi economici e la distesina all’aperto molto graziosa.
Se siete nei paraggi e vi piace l’idea del cosiddetto “pranzo sul mare”, consigliamo il “Sunset Beach” precisamente a Noto. Durante il tragitto da Marzamemi ad Ortigia abbiamo scelto di pranzare lì, scoprendo che ad ottobre c’è ancora gente negli stabilimenti balneari, che meraviglia!
A Taormina consigliamo “L’Arco”, ideale per take-away o pranzi veloci.

La granita più buona l’abbiamo assaggiata ad Aci Trezza, al “Café Gran Soler”. Scegliete pistacchio e mandorla, una bontà.
Infine per una buona colazione andate da “Spinella”, sulla via principale di Catania. Qui ho mangiato il mio primo vero cannolo siciliano.
Siamo sempre più convinti che il cibo durante un viaggio sia un elemento di straordinaria importanza, poiché permette di avvicinarci ancor di più agli usi e alle tradizioni della gente del posto.

DETTAGLI DI VIAGGIO
Volo: Easyjet
Alloggio: B&B Etna Suite – Catania
Noleggio Auto: Noleggiare.it (sede aeroporto di Catania)
Itinerario di viaggio:
1° giorno – Catania, Aci Reale, Aci Trezza, Aci Castello;
2° giorno – Marzamemi, Ortigia;
3° giorno – Etna, Taormina.
Ho salutato la Sicilia con la promessa di tornare, magari per un altro week end visitando la costa opposta, facendo base a Trapani. Chissà…
Leggi anche “Happy 30 birthday: la mia sorpresa di compleanno!!”
Ciao Marika , ti ho appena scoperta… Fatalità
Vorremo proprio andare a Catania e dintorni con la nostra famiglia, appena sarà possibile! Grazie per la descrizione dettagliata, davvero molto Utile!!
Ciao Monica!!
Mi fa davvero piacere che le mie info vi siano state utili nella pianificazione del vostro prossimo viaggio!
Grazie mille a te!!